attività fotografica
già esistente

bullet imagebullet imageEcco le risposte ai dubbi piu' comuni se la tua attività fotografica già esiste - ufficialmente, e con partita iva -da qualche tempo

D.: Ho già un'attività da qualche tempo, ma non va molto bene; posso aderire a questo regime fiscale?

R.: Certamente sì. Questo regime fiscale, a differenza di altri (che erano stati ideati per favorire le nuove attività) è un regime che tende a favorire - in alcuni casi - le attività con un basso fatturato.
Pur se le nuove attività hanno ulteriori facilitazioni, anche un'attività già esistente da anni - se fattura poco - può aderire a questo regime

D.: Ho PIU' DI TRENTACINQUE ANNI. E ADESSO?

R.: Adesso... invecchierai ancora.
Ma - a parte questo - nessun problema per questo regime minimo forfaittario, per il quale non è fissato un limite di età.

D.: ho fatturato circa 25.000 euro lo scorso anno. posso aderire al regime forfaittario?

R.: Sì. Fa testo il fatturato dell'anno precedente a quello per cui vuoi aderire. Quindi, se lo scorso anno hai fatturato meno di 30.000 euro e se non hai ancora emesso nuove fatture in quest'anno, puoi iniziare il nuovo anno fiscale come contribuente minimo forfaittario.
Se invece hai già fatturato (perché magari leggi questo testo ad anno inoltrato) potrai aderire al sistema forfaittario solo a partire dal prossimo anno, a patto che tu termini l'esercizio in corso fatturando meno del limite (30.000 euro, appunto).

D.: visti i tempi, sono riuscito a trovare un'altro lavoro come dipendente. posso essere anche contribuente minimo?

R.: Sì, se il reddito di lavoro dipendente (o di pensione) non supera anch'esso i 30.000 euro lordi annui. Se superi questa soglia, puoi avere un'attività in proprio come fotografo, ma il regime fiscale sarà quello normale, e non quello da contribuente minimo, anche se fatturi meno di 30.000 euro come fotografo.
Se inveceil lavoro da dipendente lo avevi lo scorso anno (ma adesso non più), non c'è nessun problema, non se ne tiene conto e quest'anno puoi essere contribuente minimo.

D.: MA IO SONO GIA' MINIMO IN REGIME DI VANTAGGIO (art. 27 legge 98/2011), al 5%... oraperdo la mia agevolazione?

R.: No, non perdi nulla, se i tuoi termini non sono scaduti. Come ben sai (ma lo scriviamo ad uso degli altri) quell'agevolazione di cui stai godendo valeva per le nuove attivita', e per cinque anni (o anche di piu', se si e' molto giovani: in quel caso , l'agevolazione si estendeva fino ai 35 anni di eta'). Quindi, se sei ancora nei termini previsti dall'agevolazione del regime di vantaggio per le nuove attivita', vi resti fino a naturale scadenza.

D.: ma com'e questa faccenda che non c'e' iva?

R.: Come contribuente minimo forfaittario puoi tornare a considerare l'Iva praticamente come se fossi un privato.
Quando emetterai una fattura, questa sarà senza IVA (ad esempio, fatturando un compenso di 1.000 euro la tua fattura non sara' al cliente di 1.220 euro, ma proprio di 1.000).
Di contro, quando acquistarai un bene od un servizio, non potrai recuperare l'IVA relativa, che sarà per te un costo. Esattamente come da privato.

Come è abbastanza intuitivo, questa condizione favorisce chi ha clientela prevalentemente privata (nei confronti dei quali le prestazioni vengono a costare meno, perché non incorporano IVA), come anche favorisce - assieme alla deduzione costi aforfait - le attività per le quali sia possibile contenere le spese di acquisti.

D.: Ho sentito dire che non si possono dedurre le spese... ma allora che agevolazione e'?

R.: Hai sentito bene. Va detto che le spese non si deducono analiticamente (cioè analizzando con i conteggi quanto spendi), ma forfaittariamente; per l'attività fotografica al 22%.
Ecco cosa significa che il "coefficente di redditività" è del 78%: che - per capirci - su 1.000 euro fatturati, 780 vengono tassati come utile, e 220 considerati come spese: indipendentemente da quali spese effettive hai sostenuto. Al di la della drammatica semplificazione contabile, questo significa che se spendi poco, sei agevolato, mentre se spendi molto sei penalizzato.

D.: HO TANTA ATTREZZATURA "SUL GRoPPONE"; e' un problema?

R.: Si, può esserlo. Per potere essere considerato minimo forfaittario, il valore storico dei beni strumentali utilizzati non deve superare i 20.000 euro.
Se hai attrezzatura che vale di più e fatturi molto poco, probabilmente ti stai "tirando dietro" dei cespiti che in realtà non vengono utilizzati dall'attività, ed andrebbero dismessi.
Inoltre, va detto che se hai attrezzatura che non hai finito di ammortizzare, poiche' passi da un regime in cui l'Iva era detraibile ad uno in cui l'Iva e' indetraibile, va effettuata la "rettifica Iva" (vedi art 19 bis 2 633/72) , il che significa che devi restituire una parte dell'Iva, cioè quella detratta ma non pertinente alle quote non ammortizzate.
Parlane con il tuo fiscalista.

D.: niente studio di settore... e' vero?

R.: Si, è vero, ed è un aspetto decisamente positivo. Il contribuente minimo forfaittario non è assoggettato agli Studi di Settore.

D.: in che senso, non si paga l'irpef?  niente tasse?

R.: See, ciao... Non si paga l'Irpef nel senso che - tecnicamente - l'imposta sul reddito non e' l'Irpef, ma l'apposita imposta sostitutiva prevista per questo regime, che è del 15% sugli utili, determinati forfaittariamente (vedi sopra).
Intendiamoci: si tratta in effetti di un'agevolazione, perche' l'Irpef non solo parte dal 23%, ma è anche progressiva (cioè aumenta con l'aumentare del reddito... 23% fino a 15mila, 27% fino a 28mila, 38% fino a 55mila, e poi 41% e 43%).
Più sostanziosamente agevolati sono i primi 5 anni di una nuova attività (non devi avere avuto altre attività in proprio nel triennio precedente): in questo caso, la tassazione "sostitutiva" passa - per 5 anni - dal 15% al 5%.

D.: come la mettiamo con l'inps?

R.: Eh... punctum dolens... L'INPS - che non è una "tassa", ma un contributo previdenziale - incide abbastanza.
Chi è configurato come libero professionista, paga sul reddito effettivamente prodotto (senza minimali) un'aliquota del 27,72%.
Chi è configurato come impresa artigiana, ha un'aliquota del 22,65%, ma (nuovamente) ha un minimale indipendente dal reddito. Per i contribuenti impresa minima forfaittaria, pero', sia contributi che minimale ridotti al 65% (scontati del 35%), il che porta di fatto l'aliquota al 14,72%, ed il minimale annuo a poco meno di 2.300 euro.
La circolare dell'INPS che descrive questa agevolazione è la n. 35 del 19 febbraio 2016; questa:
Vedi: https://goo.gl/IQH6DE
Un breve video che spiega passo passo come comunicare l'adesione a questa agevolazione (entro 28 febbraio di ogni anno) lo trovi cliccando qui .
Le percentuali scendono se hai già un inquadramento pensionistico obbligatorio, per altri redditi.

D.: insomma... ho il mal di testa!
facciamola semplice: mi conviene, oppure no?

R.: "Facciamola semplice" riferito ad una legge fiscale è un po' un ossimoro: si contraddice internamente.
Diciamo che, semplificando:
a) conviene se hai una clientela prevalentemente di privati e se riesci a contenere le spese per l'attività;
b) non conviene se per l'attività devi spendere piu' del 20-25% di quanto incassi e/o la tua clientela è composta prevalentemente di aziende o altri professionisti in contabilità normale.

D.: OK. Cosa devo fare per diventare minimo forfaittario?

R.: Devi semplicemente farlo.
Ma farlo prima di fare altro.
Nel senso che un'attività già esistente "diventa" forfaittaria minima per atteggiamento concludente, cioè perchè inizia a fatturare e a tenere la contabilità come minimo.
Per questo, però, devi non avere già iniziato a "comportarti" (fatture e contabilità) come contribuente normale, nel corso di quest'anno.
Va detto che se sei artigiano, entro febbraio devi comunicare all'INPS di avere eventualmente scelto l'opzione da minimo forfaittario, per usufruire della riduzione dei contributi al 65%.
Ricontrolla con calma i diversi aspetti di compatibilità o meno che trovi riassunti nella pagina con gli specchietti (riassunto), e decidi con il consiglio del tuo fiscalista (indispensabile)